18 agosto 1942 -pagina 5-

Io e Dino ci guardiamo, sappiamo dove andare: lui prende la pala, io gli faccio luce e controllo che nessuno arrivi.

 

scavare temendo di scoprire qualcosa.......

 

Spunta una scatola di legno marcio.  La apro. Rabbrividisco ancora nel descrivere quell’orrore: cervello e interiora sotto formalina (che fetore nauseabondo!) e ossa piccole e fragili. Sono un antropologo, capisco che c’è qualcosa di strano; erano resti di un bambino, ma non normale, deforme. Subito nascondiamo tutto tra le pannocchie e rientriamo per non destare ulteriori sospetti.

Basta per stanotte, non ce la faccio più.

 

......ritorna

continua.......